Se amate il guadagno facile,
l’aumento annuale di stipendio,
le ferie pagate.
Se desiderate sempre più cose prefabbricate,
se avete paura di conoscere i vostri vicini di casa,
se avete paura di morire
allora nemmeno il vostro futuro
sarà più un mistero per il potere,
la vostra mente sarà perforata in una scheda
e messa via in un cassettino.
Quando vi vorranno far comprare qualcosa
vi chiameranno,
quando vi vorranno far morire per il profitto
ve lo faranno sapere.
Ma tu, amica, amico, ogni giorno,
fai qualcosa che non possa entrare nei loro calcoli.
Ama la Vita. Ama la Terra.
Ama qualcuno che non se lo merita.
Conta su quello che sei e riduci i tuoi bisogni.
Fai qualche piccolo lavoro gratuitamente.
Non ti fidare del governo, di nessun governo,
e abbraccia gli esseri umani,
nel tuo rapporto con ciascuno di loro
riponi la tua speranza politica.
Approva nella natura quello che non capisci
e loda questa ignoranza,
perché ciò che l’uomo non ha razionalizzato
non ha distrutto.
Fai le domande che non hanno risposta.
Investi nel millennio,
Pianta sequoie.
Sostieni che il tuo raccolto principale
è la foresta che non hai piantato
e che non vivrai per sfruttare.
Afferma che le foglie quando si decompongono
Diventano fertilità:
Chiama questo “profitto”.
Una profezia così si avvera sempre.
Poni la tua fiducia
nei cinque centimetri di humus
che si formeranno sotto gli alberi
ogni mille anni.
Metti l’orecchio vicino e ascolta
I bisbigli delle canzoni a venire.
Sii pieno di gioia,
nonostante tutto,
e sorridi,
il sorriso è incalcolabile.
Finché la donna non si svilisce nella corsa al potere,
ascolta la donna più dell’uomo.
Domandati:
questo potrà dar gioia alla donna
che è contenta di aspettare un bambino?
Quest’altro disturberà il sonno della donna
vicina a partorire?
Vai col tuo amore nei campi.
Stendetevi tranquilli all’ombra.
Posa il capo sul suo grembo
e vota fedeltà alle cose più vicine al tuo cuore.
Appena vedi che i generali e i politicanti
riescono a prevedere i movimenti del tuo pensiero,
abbandonalo.
Lascialo come un segnale per indicare
la falsa traccia,
la via che non hai preso.
Sii come la volpe che lascia molte più tracce del necessario,
alcune nella direzione sbagliata.
Pratica la meditazione.
Wendell Berry
venerdì 17 aprile 2015
giovedì 24 aprile 2014
Mezzi rigatoni, tutti saporiti.
La primavera è ormai avviata con i suoi alti e bassi tipici del risveglio, allergia compresa!
Ad ogni modo, prima di dedicarci alle tipicità di stagione e preparare, per esempio, alcune ricette con carciofi, voglio celebrare una delle mie verdure preferite invernali: le cime di rapa.
Proprio in questi giorni, ho visto al mercato che ci sono gli ultimissimi raccolti di quelli che a Roma chiamiamo broccoletti (non intendendo quelli siciliani), ma proprio le foglie di quel broccolo che tanto bene sta con la salsiccia ripassato in padella... e che è comunque un ottimo sostituto della cima di rapa doc.
La ricetta proposta è semplice da fare e goduriosa, perchè composta da ingredienti dal gusto deciso già di loro che, nell'insieme, ho trovato mantengano comunque un equilibrio piacevole e non eccessivo.
Ingredienti (per 4 persone): mezzi rigatoni di buona pasta (350 gr, ma fate vobis sulla quantità che gradite) - cime di rapa o broccoletti 700 gr - pomodorini secchi sott'olio (6 metà) - 2 fette tagliate spesse di salame piccante - parmigiano (per i più coraggiosi e temerari del gusto forte, pecorino).
Per restare fedeli al carattere deciso di questo primo piatto, non lessate le cime di rapa, ma cuocetele affogate in padella con olio e aglio. In quello che sarà il piatto da portata, tagliuzzate i pomodorini sott'olio.
In contemporanea, mettete su l'acqua per la pasta e procedete poi con la cottura, regolandovi in base a quando le cime di rapa saranno cotte (20/25 minuti circa, aggiungendo acqua calda alla verdura man mano, se dovesse servire). Fate dei cubotti dalle fette di salame piccante.
Quando le cime di rapa saranno pronte, facciamoci saltare insieme i cubotti di salame, giusto per due minuti.
Scoliamo la pasta, mettiamo nel piatto da portata con i pomodorini secchi e aggiungiamo le cime di rapa con i cubotti di salame. Parmigiano (o pecorino) in ultimo. Gusto!
Ad ogni modo, prima di dedicarci alle tipicità di stagione e preparare, per esempio, alcune ricette con carciofi, voglio celebrare una delle mie verdure preferite invernali: le cime di rapa.
Proprio in questi giorni, ho visto al mercato che ci sono gli ultimissimi raccolti di quelli che a Roma chiamiamo broccoletti (non intendendo quelli siciliani), ma proprio le foglie di quel broccolo che tanto bene sta con la salsiccia ripassato in padella... e che è comunque un ottimo sostituto della cima di rapa doc.
La ricetta proposta è semplice da fare e goduriosa, perchè composta da ingredienti dal gusto deciso già di loro che, nell'insieme, ho trovato mantengano comunque un equilibrio piacevole e non eccessivo.
Ingredienti (per 4 persone): mezzi rigatoni di buona pasta (350 gr, ma fate vobis sulla quantità che gradite) - cime di rapa o broccoletti 700 gr - pomodorini secchi sott'olio (6 metà) - 2 fette tagliate spesse di salame piccante - parmigiano (per i più coraggiosi e temerari del gusto forte, pecorino).
Per restare fedeli al carattere deciso di questo primo piatto, non lessate le cime di rapa, ma cuocetele affogate in padella con olio e aglio. In quello che sarà il piatto da portata, tagliuzzate i pomodorini sott'olio.
In contemporanea, mettete su l'acqua per la pasta e procedete poi con la cottura, regolandovi in base a quando le cime di rapa saranno cotte (20/25 minuti circa, aggiungendo acqua calda alla verdura man mano, se dovesse servire). Fate dei cubotti dalle fette di salame piccante.
Quando le cime di rapa saranno pronte, facciamoci saltare insieme i cubotti di salame, giusto per due minuti.
Scoliamo la pasta, mettiamo nel piatto da portata con i pomodorini secchi e aggiungiamo le cime di rapa con i cubotti di salame. Parmigiano (o pecorino) in ultimo. Gusto!
martedì 29 ottobre 2013
ZuccaCrema
Le vellutate sono un must della stagione fredda. È vero che le temperature sono ancora ben lontane dal farci desiderare un buon piatto bollente per cena, ma personalmente ho già iniziato con le preparazioni cremose e verdurose, toccasana e buona dose di vitamine per prepararci all'inverno.
La proposta di oggi riguarda uno degli ortaggi più appetitosi del momento, la zucca.
La preparazione è a dir poco semplice.
Ingredienti: un spicchio di zucca medio grande - scalogno - rosmarino - olio, sale e pepe
Puliamo e tagliamo a pezzi medi la zucca. In una pentola da minestra (bordi alti) far soffriggere l'olio con lo scalogno tritato. Aggiungere gli spicchi di zucca, sale e un ciuffettino di rosmarino. Il rosmarino bilancia molto bene il sapore dolce proprio della zucca. Facciamo rosolare il tutto per cinque minuti e poi aggiungiamo tre/quattro bicchieri d'acqua (la necessità di liquido dipenderà dalla quantità di zucca e da quanto vogliamo rendere la vellutata cremosa; consiglio di andare cauti con l'acqua per ottenere una perfetta crema e al massimo aggiungere altro liquido in un secondo momento). Lasciamo cuocere una ventina di minuti, facciamo raffreddare, togliamo il ciuffo di rosmarino e passiamo con il passa verdure o frulliamo con il minipimer.
In quest'ultimo caso, lasciate riposare la crema ottenuta prima di servirla, in modo che decanti.
Pane bruschettato, macinata di pepe, filo d'olio a crudo e pronti a tavola!
n.b.: la vellutata si mantiene bene in frigorifero, anche per 3/4 giorni.
martedì 8 ottobre 2013
Pomodori cotti veloci
I miei nonni materni sono marchigiani e tra le tipicità culinarie della regione c'è l'indiscusso gratin, che adoro, soprattutto nella ricca varietà vegetale in cui melanzane, zucchine, peperoni, cipolle e pomodori trionfano in un mix di croccante pangrattato, prezzemolo e aglio.
Acquolina in bocca? A me un po' sì! Dedicherò un capitolo a parte al gratin su cookiajo&peperoncino, approfondendo anche le varianti di preparazione per secondi di carne e pesce.
Oggi voglio partire da questo spunto per presentare una modalità di cottura veloce e allo stesso tempo gustosa dei pomodori (godendo degli ultimissimi rimasti di strascico stagione), sulla falsa riga, appunto, della cottura al gratin.
Il procedimento è banale, sarà invece una sorpresa il risultato.
Ingredienti:
pomodori (tondi a grappolo o san Marzano) - aglio (o cipollina fresca) - erbette - pangrattato - sale - olio
Basta tagliare a metà i pomodori e porli, salandoli, a scottare in padella dove avremo precedentemente scaldato un filo d'olio. A questo punto dipende dai gusti: aggiungiamo o della cipollina fresca tagliata molto sottile oppure creiamo il classico composto del gratin con pangrattato, aglio (preferibilmente schiacciato a ridursi in poltiglia/cremina) e erbette tritate. Con l'aiuto di un cucchiaio spolverizziamo la mistura sulle metà pomodoro, goccio d'olio a cappello e via a fuoco vivace per un quarto d'ora, i primi minuti con coperchio e poi senza.
Ottimi anche da accompagnare alla semplice fetta di pane in bruschetta.
Acquolina in bocca? A me un po' sì! Dedicherò un capitolo a parte al gratin su cookiajo&peperoncino, approfondendo anche le varianti di preparazione per secondi di carne e pesce.
Oggi voglio partire da questo spunto per presentare una modalità di cottura veloce e allo stesso tempo gustosa dei pomodori (godendo degli ultimissimi rimasti di strascico stagione), sulla falsa riga, appunto, della cottura al gratin.
Il procedimento è banale, sarà invece una sorpresa il risultato.
Ingredienti:
pomodori (tondi a grappolo o san Marzano) - aglio (o cipollina fresca) - erbette - pangrattato - sale - olio
Basta tagliare a metà i pomodori e porli, salandoli, a scottare in padella dove avremo precedentemente scaldato un filo d'olio. A questo punto dipende dai gusti: aggiungiamo o della cipollina fresca tagliata molto sottile oppure creiamo il classico composto del gratin con pangrattato, aglio (preferibilmente schiacciato a ridursi in poltiglia/cremina) e erbette tritate. Con l'aiuto di un cucchiaio spolverizziamo la mistura sulle metà pomodoro, goccio d'olio a cappello e via a fuoco vivace per un quarto d'ora, i primi minuti con coperchio e poi senza.
Ottimi anche da accompagnare alla semplice fetta di pane in bruschetta.
mercoledì 29 maggio 2013
Ma è maggio o novembre?
Le temperature di questi ultimi giorni portano anche i più risoluti a cadere nella genuinità dei detti popolari e "non ci sono più le mezze stagioni" si conferma nella top delle verità-banalità d'oggi.
Cosa fare dunque se i sandali si fanno attendere?
Una mia cara amica, Emanuela, in una recente visita che le ho fatto a Brescia, mi ha ragalato un pacco di pizzoccheri e sono tornata a Roma con al curiosità di cucinarli e assaggiarli. Detto, fatto!
Ingredienti necessari: pizzoccheri di grano saraceno - verza - patate - Casearia Valtellina (o fontina) - grana padano- salvia - olio e.v.
Non stabilisco le quantità, perché andranno valutate ad occhio rispetto al numero dei commensali (nel mio caso, si trattava di un pacco di pizzoccheri da 500 gr, 3 patate grandi, 1 cavolo verza, 2 etti di fontina).
Lessare in una pentola capiente la verza tagliata a listarelle e le patate a tocchetti (ovviamente regolarsi rispetto ai tempi: prima le patate, soltanto poi la verza).
In una padellina a parte, mettiamo a soffriggere abbondante salvia: ho usato l'olio extra vergine perchè non amo il burro soffritto...ma da ricetta classica, il burro sarebbe più indicato. Tagliate a cubetti la Casearia.
Quando manca circa un quarto d'ora alla cottura di verza e patate, mettete a cuocere anche i pizzoccheri e scolate alla fine il tutto. Condite i pizzoccheri a strati, alternando l'insieme di questi con verza e patate, ali tocchetti di formaggio e infine al soffritto d'olio e salvia e grana grattuggiato. Procedete così fino ad ultimare gli ingredienti.
Lasciate riposare il piatto composto per qualche minuto, ne acquisterà di gusto!
venerdì 26 ottobre 2012
Al via con le degustazioni!
Carissimi lettori,
da poco è iniziata una nuova esperienza per me.
Si tratta di una collaborazione con l'APS Tavola Rotonda www.tavolarotonda.org che mi ha portato a far parte di un progetto più ampio di cogestione con l'Associazione Onlus Come un albero www.comeunalbero.org che opera a favore dell'inclusione sociale e lavorativa di persone disabili.
All'interno dello spazio del centro culturale Come un Albero -nel vicolo privato di via Alessandria, tra il civico 159 e il 161- hanno preso il via diversi appuntamenti, tra cui il cineforum Rassegnamoci del lunedì e La Locanda del Viaggiatore, uno spazio per promuovere mete da visitare e incontrare compagni di viaggio.
In occasione di questi appuntamenti, abbiamo promosso (e continueremo a farlo) dei momenti e spazi di degustazione da condividere tutti insieme per rendere ancor più gustosa l'attività
Ecco l'aperitivo di martedì 23 ottobre:
- pane di Lariano cotto a legna con zucca cotta alla piastra e marinata con olio extravergine d'oliva, poco aceto balsamico e foglioline di menta
- polpettine mignon fritte
- scamorzina aquilana
- pane carasau condito con olio e.v e peperoncino in polvere
martedì 9 ottobre 2012
Uova in fettuccina
Le fettuccine, certo, sono forse il primo tipo di formato che viene in mente quando si pensa alla pasta all'uovo. Condite con le più diverse e appetitose salse lungo tutto lo stivale, vengono riconosciute al top nella veste al ragù. Questa ricetta consolida ancor di più il forte rapporto e richiamo della fettuccina all'uovo, perchè qui è proprio il primo ad assumere, senza l'aggiunta di farina, la classica forma a striscioline.
Ingredienti: uova - passata di pomodoro - parmigiano grattuggiato - prezzemolo - basilico - 1 cipolla - sale - olio extra vergine d'oliva
Preparate un semplice sugo al pomodoro e basilico, aggiungendo al composto la cipolla intera che toglierete una volta pronta la salsa. Sbattete le uova con il parmigiano grattuggiato, abbondante prezzemolo tritato e giusto un pizzichino di sale. Cuocete quindi una frittatina e arrotolatela, appena cotta e ancora calda, lasciandola poi raffreddare. A questo punto tagliatela in stricioline che ripasserete in padella assieme alla salsa di pomodoro e basilico. Servite con una spolverata di parmigiano, proprio a mo' di vero e proprio piatto di fettuccine.
lunedì 1 ottobre 2012
Il Senegal...a Brescia!
La scorsa settimana sono stata ospite della mia cara amica Emanuela in quel di Remedello, nella provincia bresciana. Nonostante fossimo in piena padania -e chiunque venisse interrogato sulle tipicità locali, non rispondesse che decantando il famoso spiedo di carne (che tornerò presto ad assaggiare)- il piatto in assoluto più buono provato in quei tre giorni lombardi è stato il cebu yapp.
Ho avuto il piacere di conoscere Mamadou e i suoi amici che vivono nel pieno centro di Brescia, a pochi metri dalla Loggia e poter così vivere una piena lezione di cucina senegalese in diretta.
CEBU YAPP ALLA MAMADOU
Prima regola: si cucina ad occhio rispetto alle quantità; con quelle qui indicate via via in ricetta, abbiamo mangiato in sei. Ognuno calcolerà e stabilirà le proporzioni in base ai propri ospiti.
Il cebu yapp è un piatto completo, come spesso avviene per le cucine africane ed orientali: carne, verdure, riso, il tutto speziato e amalgamato in un preparato dai profumi decisi e saporiti.
La preparazione è piuttosto lunga (un'ora e mezza circa); si tratta di un piatto composto che va costruito, per cui vanno rispettate le diverse fasi di unione e raccordo tra i singoli ingredienti.
Mamadou ha iniziato a comporre il cebu yapp insaporendo 1,5 Kg di reale
di manzo tagliato a mo' di spezzatino, ponendo la carne in una terrina
assieme a sale, peperoncino in polvere, pepe nero macinato, due spicchi
d'aglio grattuggiati, un cucchiaino di dado granulare, prezzemolo e olio
d'oliva. Una volta condita, la carne va messa a cuocere in un tegame, facendola rosolare.
A parte, vanno tagliati in piccoli cubettini un peperone giallo, mezza melanzana e due carote.
In una terrina abbiamo mescolato due cucchiai di passata di pomodoro, due di pomodoro concentrato con una cipolla intera tagliata a pezzetti.
Nel mixer, invece, vanno tritati 4 spicchi d'aglio con una cipolla, del peperoncino e del pepe e un cucchiaino e mezzo di brodo granulare.
Una volta cotta la carne (deve risultare asciutta) Mamadou ha unito il composto della terrina nel tegame, fatto cuocere lo spezzato con la salsa per 5 minuti e infine aggiunto1 litro e mezzo d'acqua e le verdure a cubettini. Il tutto deve cuocere pian piano a fuoco lento per 20 minuti abbondanti. Passato quel tempo, si può aggiungere in ultimo il trito ottenuto nel mixer.
Siamo arrivati quasi a conclusione del piatto, manca un altro ingrediente fondamentale del cebu yapp: il riso.
Siamo stati - nel nostro giro spesa pre preparazione- in un emporio cinese dove abbiamo acquistato del riso spezzato due volte, prerogativa cruciale per ottenure un vero e buono cebu yapp.
Come dicevo, Mamadou ha lavorato tutto ad occhio, senza stabilire delle vere e proprie quantità; posso comunque indicare che il riso utilizzato in occasione del nostro cebu yapp era un mezzo chilo abbondante.
Mamadou ha proceduto lavando il riso per bene sotto l'acqua corrente per almeno tre volte, in modo da togliere l'amido in eccesso che altrimenti andrebbe ad alterare il sapore finale del piatto.
Una volta scolato, Mamadou ha passato il riso direttamente in microonde per 7 minuti e l'ha poi aggiunto nel tegame insieme alla carne e alle verdure speziate, facendo cuocere il tutto per altri 20 minuti, mescolando di tanto in tanto.
n.b: il riso, una volta messo nel tegame, deve rimanere a filo degli altri ingredienti; se dovesse esserci più brodo, toglierne qualche mestolo.
Ecco che il cebu yapp è pronto e, da tradizione, servitelo in un bel vassoio da cui mangiare tutti insieme.
C'è chi a Brescia dalla stessa fiamminga si sarebbe aspettato al massimo la polenta e osei, io ringrazio Mamadou per questa grande opportunità che mi ha concesso.
Assalamoualèkoum!
lunedì 17 settembre 2012
Roma festeggia la condivisione
Appuntamento da giovedì 20 a domenica 23 settembre al Circolo degli Artisti -via Casilina Vecchia,42- per un percorso di vivace e sana condivisione, lungo quattro ricche giornate.
All'interno del festival i buongustai troveranno pan (e non solo!) per i propri denti nel D-gusto, stazione di esperienze multisensoriali, uno spazio che saprà coinvolgere ed appagare i curiosi attorno ell'elemento cibo, attraverso esperienze e momenti di convivivalità.
Qui il programma dettagliato e la scheda di prenotazione ai vari laboratori.
Condividete!!
venerdì 6 luglio 2012
Prepariamoci già ora, per gustare poi
ne approfitto per un'incursione veloce, prima di tornare presto con spunti e suggestioni cibarie, per diffondere la possibilità di partecipare al Salone del Gusto 2012 -che si terrà a Torino dal 25 al 29 ottobre 2012- come volontari.
L'appuntamento di Slow Food, che ormai si ripete dal 1996, rappresenta un'esperienza completa per i sensi: una full immersioni tra sapori, colori, costumi tradizionali, profumi dal mondo. E questo è vero ancor di più per la prossima edizione, in cui per la prima volta Terra Madre (lo spazio incentrato sullo scambio, il dibattito, la conoscenza tra le comunità del cibo dei diversi continenti) sarà aperta a tutti e non soltanto ai delegati. Se foste incuriositi dall'iniziativa e voleste saperne di più: http://www.salonedelgusto.it/
Qui la scheda da compilare per chi volesse candidarsi all'appuntamento come volontario.
mercoledì 6 giugno 2012
Bistecchine di palombo aglio e pomodoro
Ingredienti: tranci di pesce (palombo, tonno, pesce spada, coda di rospo) - polpa di pomodoro - aglio - prezzemolo tritato - olio e sale
Per questa ricetta ho scelto il palombo, ma effettivamente quello che è uno dei classici condimenti -pomodorino, aglio e prezzemolo- a cui spesso si abbina il pesce, si sposa bene anche per altre varietà: l'importante è che si tratti di tranci di un certo spessore.
Il piatto è molto semplice e gustoso; si procede facendo un sughetto a base di soffritto di olio e aglio - se si ama anche del piccante e poco prezzemolo tritato- con l'aggiunta di polpa di pomodoro o pomodorini, questi ultimi da preferire in piena estate, quando assumono il massimo della maturazione e della dolcezza.
In una padellina a parte, scaldata con un filo d'olio, si mettono a cuocere i tranci di palombo a fuoco vivo, girandoli di tanto in tanto da entrambi i lati.
Separare la cottura del pesce dal sughino permette di non avere l'effetto acquoso per la salsa finale e rende il piatto più corposo e ricco al palato, tra la croccantezza della fetta di pesce ben scottata e la giusta consistenza del pomodoro mediterraneo. Gnam!
mercoledì 23 maggio 2012
Il cibo che nutre la cultura!
Mi riaffaccio su cookiajo&peperoncino per lanciare una proposta buona, pulita e giusta. Qui mi sia concessa la nota citazione di matrice slow food ;)
Con la campagna per la quale collaboro in Legambiente -PiccolaGrandeItalia - si promuove per l'edizione di quest'anno di Voler bene all'Italia, Festa dei Piccoli Comuni, l'acquisto di un cesto di prodotti tipici della Lunigiana, terra di mezzo tra Toscana e Liguria.
Questa particolare e affascinante area del nostro Paese e nello specifico il piccolo comune di Fivizzano (Ms) sarà teatro della festa di punta dell'iniziativa legambientina, domenica 3 giugno.
L'idea del cesto solidale trova le sue radici nella volontà di sostenere le economie locali sconvolte dall'alluvione dello scorso autunno: i prodotti sono infatti espressione delle piccole tipicità proprie di quei luoghi e tutti di altissima qualità.
Una parte del ricavato del cesto verrà destinata al riprisitino di alcuni dei volumi della biblioteca di Aulla andati distrutti nel corso della tragica occasione e l'obiettivo è quello di creare una sezione orientata proprio sul tema del dissesto idrogeologico del territorio.
Cookiajo&peperoncino mi sembra fosse uno degli spazi adatti alla diffusione di questa opportunità che coniuga insieme gusto e solidarietà.
COMPOSIZIONE CESTO SOLIDALE 35 € cad.
1 bottiglia di vino locale (Vermentino Scuola agraria, Durella Oppilo, o altro vino locale)
1 testarolo di Pontremoli*
1 vasetto di Pesto locale o biologico
1 vasetto di Miele della Lunigiana DOP (acacia o castagno) da 250 gr.**
1 vasetto di marmellata di Mela Rotella della Lunigiana***
1 sacchetto di farina bianca macinata a pietra da 1 kg.
1 sacchetto di pasta di grano duro****
1 tavoletta cioccolato biologico Stainer di Pontremoli
*
il testarolo è un disco di pane azzimo cotto nei tipici 'testi' di
ghisa della Lunigianaviene utilizzato tagliato a losanghe e fatto
rinvenire in aqua bollente per 3 minuti (con 1 testarolo ci vengono tre
piatti).il condimento tipico e' con il pesto, oppure olio e formaggio
grattuggiato
** il Miele della Lunigiana e' stao il primo miele DOP in Italia. Oggi si e' aggiunto solo quello delle Dolomiti Bellunesi
***
la Mela Rotella della Lunigiana e' un frutto autoctone che e' stato
recuperato da alcuni piccoli produttori della Lunigiana Orientale. E'
una piccola mela dal'aspetto a 'ciambella' con la caratteristica che si
conserva fuori dai frigoriferi per mesi
****
si tratta di piccolo pastificio locale annesso al mulino ad acqua, la
pasta e' ottenuta con macinatura a pietra di farina da grano locale
seminato nell'Area naturale protetta del Fiume Magra
Per ordinare il cestino solidale: www.legambiente.it/legambiente/bazar
Lunigiana Amica, tel. 331 544 82 86 / amicalunigiana@hotmail.com
mercoledì 9 maggio 2012
La ricetta di...
Torna una delle mie cuoche pasticciere preferite per un altro consiglio super goloso!
Grazie Moira!
TORTA DI COCCO E PERE
Ingredienti:
200 gr di farina
150 gr di farina di cocco
100 gr di zucchero
1 Kg di pere (io di solito ne uso un po'di meno)
3 uova
la scorza di un limone
1 vasetto di yogurt bianco (ma anche alla vaniglia o al cocco vanno bene)
Una bustina di lievito
La
preparazione è molto semplice. Bisogna dapprima sbattere le uova, lo
zucchero e lo yogurt e poi aggiungere le farine e il lievito!
A questo punto si uniscono le pere tagliate a pezzetti e il limone.
Si inforna a 170°C per 40 minuti circa e si decora con zucchero a velo:):)
domenica 6 maggio 2012
Arrosto alla genovese
L'arrosto appartiene a quei piatti della tradizione, spesso legati alla festa o comunque a un momento di condivisa convivialità. Qui propongo la genovese; l'origine della ricetta è discussa: per la maggiorparte delle fonti si tratta di una tipicità ligure, altri sostengono che genovese fosse il nome del napoletano che per primo realizzò il celebre arrosto.
Ingredienti per 4 persone: 1 kg circa di carne per arrosto (girello, piccione) - carote - cipolla - sedano - un prezzemolo - basilico - 1 spicchio d'aglio - olio e sale
Tritate tutti gli odori, in modo che carota e sedano risultino a pezzetti leggermente più grandi rispetto al resto.
Scaldate l'olio in una casseruola, aggiungetevi il mix del trito e in un secondo momento l'arrosto, facendolo rosolare. A questo punto abbassate la fiamma al minimo e lasciate cuocere a lungo a fuoco basso (2/3 ore).
Una volta pronto, fate raffreddare prima di tagliare la carne a fette e servirla con il sugo di verdurine ben caldo.
p.s.: volendo, si può aggiungere qualche oliva nera, giusto per poi guarnire le portate.
mercoledì 2 maggio 2012
Seppie in fresco
Con l'estate che si avvicina, questo piatto freddo è una buona variante della classica insalata di mare.
Ingredienti per 2 persone: 3 seppie medie pulite - pomodorini datterini - metà mazzetto di rughetta - buccia di un limone - olio extra vergine - sale e pepe bianco
Lessate le seppie e taglietele a striscioline mettendole in un'insalatiera con la rughetta lavata e spezzettata finemente.
In un recipiente a parte, condite i pomodorini datterini (o ciliegino, come preferite, comunque piccoli) con olio e sale.
Sbucciate un limone e tagliuzzatene la buccia in parti irregolari che unirete alle seppie e alla rughetta, con l'olio, il sale e un pizzico di pepe bianco. Lasciate insaporire.
Al momento di servire, unite i pomodorini alle seppie, evitando di aggiungere all'insieme tutto il loro sughetto che potrete usare per una buona panzanella, ammortizzando l'effetto "liquido" per l'insalata.
domenica 22 aprile 2012
L'insalata non è solo verde
Ingredienti per 2 persone: 1 cespo di radicchio di Treviso - 1 arancia - olive nere - olio extra vergine - sale e pepe
Ricetta semplicissima che iimanda alla classica arancia condita. Laviamo e asciughiamo per bene le foglie di radicchio, le spezzettiamo in un'insalatiera. Aggiungiamo l'arancia: metà sempre a pezzetti, l'altra spremuta. Vai con le olive nere (se le denoccioliamo è meglio), olio sale e pepe.
Un omaggio al per me amato radicchio e al tipico frutto invernale. Arrivederci all'ortaggio che va e benvenuto al prossimo che arriva, sempre seguendo stagione.
p.s.: il piatto può diventare unico, se per esempio abbinato a del riso basmati al vapore, condito con buon olio.
giovedì 19 aprile 2012
Mele passpartout
Queste è una di quelle preparazioni così semplici da non soddisfare le vene artistiche e creative dei super chef, ma che poi risulta un'ottima opzione per più occasioni, dalla colazione alla merenda, fino alla comune e ben nota voglia di dolce serale.
Ingredienti: mele - succo di un'arancia (che sarà di due, se la quantità delle mele superasse il chilo) - 1 cucchiaio di miele - cannella - polvere di zenzero
Sbucciate le mele e dividetene ognuna in otto spicchi che metterete in un capiente tegame assieme a un cucchiaio di miele, della cannella (1 stecca o una buona spolverata, se in polvere), il succo dell'arancia spremuta e giusto un poco di zenzero.
Le mele hanno circa una mezzora di cottura: il risultato non deve essere una marmellata, gli spicchi dovranno distinguersi, seppure morbidi nella consistenza.
p.s.: di solito, preparo sempre un abbondante quantitativo di queste mele; si mantengono perfettamente in contenitore in frigo e potranno essere a disposizione nel corso della settimana ;)
sabato 14 aprile 2012
sabato 7 aprile 2012
PasqUOVO
Le uova, si sa, sono le protagoniste della Pasqua. Di cioccolata, certo, ma anche sode per la tradizonale colazione o l'antipasto del pranzo della Festa. Qui propongo un uovo sodo rivisitato, arricchito dall'estrosità di Giuseppe.
Ingredienti: uova - pasta d'acciughe - prezzemolo - capperi - parmigiano grattuggiato- succo di limone - pizzico di noce moscata - pepe - olio extavergine d'olina - niente sale
Le quantità e le proporzioni per questa ricetta andranno stabilite a seconda del numero di uova che si prepareranno e i vari ingredienti vanno dosati ad occhio e in base anche al proprio gusto.
Far bollire le uova in modo che siano ben sode. Preparare in una terrina un trito finissimo di prezzemolo, capperi, pasta d'acciughe, poco parmigiano, olio (quanto ne richiede l'impasto, affinchè risulti abbastanza morbido ma non liquido) e succo di limone. In un secondo momento, a composto già formato, unire il pepe e il pizzico di noce moscata.
Una volta fredde le uova, sgusciatele, tagliatele a metà per lungo e aggiungete i due mezzi rossi al resto del composto, amalgamando a mano per bene. Ecco che andrete a riottenere le mezze uova, ricomponendo il rosso con la crema ottenuta, servendovi di un cucchiaio.
p.s.: ottimo piatto anche per menù estivi; insomma, Pasqua non ha l'esclusiva! ;)
Buona Pasqua!
giovedì 5 aprile 2012
Gran timballo di carciofi
Siamo all'arrivo della Pasqua e, almeno a Roma, uno dei protagonisti della tavola di questo periodo e della prossima Festa in particolare, è il carciofo. Su cookiajo&peperoncino abbiamo già avuto la possibilità di apprezzare una delle ricette più classiche, i carciofi alla romana. Qui voglio, accanto ai preziosi suggerimenti di papà Giuseppe -tra gli "eredi cuochi" più preparati della sapienta maestria culinaria della cara Elsa- proporre una versione ricca di gusto e dal gran risultato.
Ingredienti per 4: 8 carciofi - 1 mozzarella da 250 gr - 200 gr di parmigiano - uova (quante ne richiede la frittura) - passata di pomodoro - 1 cipolla media - farina - basilico in gran quantità - olio di arachidi per frittura - sale e carta paglia per ammortizzare il fritto!
Per l'ottima riuscita del piatto, l'esecuzione dovrà avvenire in due tempi e comincia la sera del giorno prima che gusterete il timballo. Dovrete, cioè, pulire i carciofi, dividerli a spicchi (ogni carciofo in 6 o 8 parti), infarinarli, passarli nell'uovo con un pizzico di sale e friggerli in abbondante olio caldo. Farli riposare la notte sui fogli di carta paglia e -se volete, sempre la sera prima- potrete preparare del semplice sugo al basilico con cipolla intera e poco sale: tutto a crudo.
A questo punto, si passa al dare forma vera e propria al timballo di carciofi.
Tagliate la mozzarella in cubetti. Sistemate un po' di sugo sul fondo di una teglia, spargendolo, e adagiatevi gli spicchi di carciofi alternando testa e gambo, testa e gambo e così di seguito. Completato strato per strato, aggiungete ancora della salsa, la mozzarella a dadini, parmigiano in abbondanza e qualche fogliolina di basilico. Fate cuocere in forno preriscaldato a 180° per 40 minuti circa.
Il massimo gusto del timballo è mangiarlo non bollente; una volta tolto dal forno fatelo stemperare una decina di minuti, così da percepire meglio e distinguere il mix di sapori.
n.b.: è vero che i carciofi sono fritti, ma -lasciati a scolare una notte e senza altra aggiunta d'olio alla ricetta- vi scoprirete sorpresi ad essere soddisfatti al palato e allo stesso tempo non appesantiti allo stomaco! ;)
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