sabato 17 marzo 2012

Impastare per cucinare

Questa è una breve e fondamentale riflessione culinaria.
Ieri sera a cena con amici abbiamo mangiato un ottimo piatto di cingoli, ricetta tipica di Calitri (Avellino), il paese di Francesco, la mia metà, cucinato magistralmente da sua sorella, Selena. 
Entreremo nel dettaglio del cingolo una prossima volta qui su cookiajo&peperoncino, anche perchè ne vale davvero la pena. 
Quello su cui vorrei ragionare oggi è una scontata ma forte constatazione, che parte dall'esempio del cingolo, gnocchetto di semplice pasta fresca -acqua, farina e sale- per arrivare a considerare nel suo insieme, tutta la pasta ottenuta in casa. 
In tempi di ristrettezze e risparmio come questi -ma tutto sommato il contesto attuale è solo la scusa iniziale del ragionamento che, comunque, resta sempre valido- perchè non dedicarsi (scoprendolo o riscoprendolo) all'impasto casalingo un paio di volte la settimana e comprare pacchi di pasta in meno? 
Il mitico trio acqua, farina e sale -più semplice rispetto alla sfoglia all'uovo, alla portata di tutti sul serio e veloce- non si batte: comporta un quantitativo che frutta molto più della pasta secca, è un'occasione per cucinare insieme creando un momento di creatività divertente magari con il proprio compagno, i bambini, gli amici, e ha con sè quell'allure di festa che la pasta fatta in casa significa per molti, per antonomasia.

giovedì 15 marzo 2012

La ricetta di...

5° appuntamento con La ricetta di...
E' la volta di Paola, che ci propone una sfiziosa variante per gustare uno tra i cereali più buoni,  il farro.
 

Farro, speck e zucchine


Ingredienti per 4 persone: 500 gr. di farro perlato, 2 fette di speck alte un centimentro circa, 1/2 cipolla, 1 zucchina, 1/2 bicchiere di vino bianco, olio, sale.

Tempo di realizzazione: poco più di 1/2 ora (preparazione compresa!)

Mettete a rosolare la cipolla tagliata a fettine con 2 cucchiai d'olio, aggiungere dopo qualche secondo lo speck tagliato a dadini e lasciare rosolare ancora un poco. Versare il mezzo bicchiere di vino bianco e lasciare evaporare. Aggiungere la zucchina precedentemente tagliata alla julienne e lasciare cuocere appena appena. Aggiungere il farro e tanta acqua calda quanto basta per coprire il farro. Durante la fase di cottura aggiungere il sale q.b. e ancora un po' d'olio cosicchè i chicchi di farro ne assorbano il sapore piano piano. 
Quando l'acqua comincia a venir assorbita dal farro continuare ad aggiungere di volta in volta acqua calda fino a coprire il farro e continuare in questo modo per circa 20 minuti, fino a quando, cioè, il farro sarà cotto (e qui sta a voi decidere il grado di cottura che preferite...se più al dente o meno!). 
Nelgi ultimi minuti di cottura togliere il coperchio dalla pentola per far evaporare l'acqua in eccesso per non farne una zuppa ma un piatto "secco".

Buon appetito!

lunedì 12 marzo 2012

Azz!..

Ripropongo un primo piatto con cime di rapa, perchè mi piace l'idea di dare più suggerimenti per quella che è ancora una verdura di stagione, ma agli sgoccioli, dato il periodo.
Qui la proposta è nell'accostamento tra i più classici: con salsiccia, per una pasta che è tutta soddisfazione (e pasto completo).


Ingredienti per 2 persone: pasta corta (io ho un debole per le mezze maniche, ma scegliete il formato che più preferite, nella giusta quantità) - 400 gr di cime di rapa pulite - 2 salsicce -1 spicchio d'aglio - olio e peperoncino

Mettete a cuocere, a crudo con olio, peperoncino e lo spicchio d'aglio, le cime di rapa in una pentola che le contenga (da cotte, si sa, fruttano almeno la metà del quantitativo considerate da crude). 
Nel mentre che la verdura appassirà, mettete a bollire pian piano l'acqua per la pasta e aggiungetene di tanto in tanto, mezzo mestolo scarso nelle cime di rapa (aiuterà a non far rimanere la verdura troppo dura). Dopo un quarto d'ora abbondante, private le salsicce della pelle e dividetene la polpa a pizzicotti che farete cuocere, soltanto  a questo punto, con le cime di rapa. 
Al bollore, buttate la pasta e scolatela un paio di minuti prima di raggiungere la cottura, così da mantecarla assieme al condimento di cime di rapa e salsiccia. Goduria...



domenica 11 marzo 2012

Della primavera che arriva


E' passato ormai più di un mese dall'apertura di cookiajo&peperoncino. 
L'avventura continua e sta rispondendo alle mie aspettative: mi diverto, scrivo di ciò che mi piace e ho un buon riscontro di condivisione in cambio.
Il blog è nato con la nevicata romana dello scorso febbraio; l'eccezionalità dell'evento ha segnato la prova del giusto inizio, del questo è il momento, che a volte si aspetta e si cerca a sugellare l'avvio di qualcosa di nuovo, un esperimento. Bene. E proprio ieri -passeggiando in quello stesso spazio di giardino di casa che, innevato e soffice un mese fa, ha funzionato da stimolo ispiratore nello spronarmi ad aprire il blog- ho realizzato immediatamente che davvero un poco di tempo è effettivamente passato, soprattutto ho percepito il passaggio di stagione. 
Le temperature si sono alzate già da un paio di settimane, è vero, ma rendersi conto che la primavera sta arrivando perchè il prato -dallla notte al giorno- è diventato improvvisamente viola e celeste e bianco e giallo, è davvero una sorpresa dolce e delicata della natura che, anche così, ti riporta a contemplarla e timidamente colorata, riassume il suo ruolo.
Ecco che ho pensato a tutte le varietà di ortaggi e frutta di cui disporremo a breve. In cucina il cambio di stagione significa l'ingresso in tavola di nuovi sapori che ritornano, la creatività che può liberarsi grazie a nuove interpretazioni, altri profumi e colori. 
In questa fase di via di mezzo, è ovvio che possiamo contare ancora sui nostri broccoli o cavolfiori, cime di rapa e porri, facendo bene a farne il pieno, sfruttando le loro proprietà e gusto. Non mancheranno infatti, su cookiajo&peperoncino, altri consigli e proposte proprio con al centro questi protagonisti (per i pomodori con il riso, qui, si aspetta l'estate!...).
Il tutto per prepararci alle fave e ai piselli, alle taccole e ai fagiolini, agli asparagi e ai carciofi, ai ravanelli o alle zucchine, alle prime fragole e ciliege.
Occorre allora saper aspettare e godere dei momenti di passaggio: i cibi di stagione infatti sono più buoni e freschi e, soprattutto se locali, costano meno.

giovedì 8 marzo 2012

Spezzato borettano


Protagoniste di questa semplice ricetta, le cipolle borettane (in foto) tipiche di Boretto, provincia di Reggio Emilia e ormai coltivate in tutto il territorio emiliano. Il loro sapore quasi dolce e non spiccatamente "acido" le rende delle ottime alleate in cucina. Mitica e diffusa poi, la classica preparazione in agrodolce!
 
Ingredienti per 4 persone: 800 gr/1 kg di spezzatino di manzo - 300/400 gr di cipolle borettane -1 bicchiere di vino bianco - olio - sale e pepe nero

Ho scelto la carne di manzo, piuttosto che il classico spezzatino di bocconcini di vitello, perchè questo piatto necessita di un sapore deciso. Una volta pulite le cipolle borettane, tagliatele in pezzi grossolani. La cottura dello spezzato infatti sarà abbastanza lunga e la cipolla tenderà a sciogliersi del tutto, completando in ultimo la crema del sugo. Prendete un tegame medio-alto e fate soffriggere le cipolle con un goccio d'olio. Qualche minuto dopo (le cipolle non devono appassire) aggiungete la carne con il vino e coprite. Dopo circa una mezzora, mettete sale e pepe e di nuovo il coperchio. Considerando che la carne è di manzo, la cottura sarà di circa 1 ora e un quarto / 1ora e mezza. Ad ogni modo, controllare che resti sempre del liquido (il buon sughetto) e se ce ne fosse bisogno, aggiungete ancora mezzo bicchiere tra acqua e vino. Servite ben caldo.