venerdì 17 febbraio 2012

La cucina è o non è un arte?

Voglio raccontarvi una storia. 
Più di quarant'anni fa e precisamente nel 1968, G., un ragazzo che allora affrontava il suo esame di maturità classica, colse al volo una delle tracce suggerite per il tema e la interpretò secondo la propria sensibilità, parlando di cibo e cucina. "Si parli dell'Arte e delle sue forme", più o meno così citava il titolo della proposta del componimento. G. non ebbe dubbi e scrisse con amore e passione di un'arte tra le arti, l'approccio verso il cibo, la preparazione (attenta e giocosa allo stesso tempo) di quello che poi si metterà nel piatto, la cura nel cuocere un arrosto, la fantasia nell'inventarsi una pastasciutta e il piacere della condivisione a tavola. 
Solo goduriosi e golosi con l'acquolina in bocca o muniti di sensibilità generosa -per un aspetto particolare della vita certo- ma che spesso coincide con un modo di porsi, di vivere la socialità? Non voglio qui dire che chiunque ami il cibo e la cucina sia l'individuo perfetto, esempio del buon vivere e maestro nelle relazioni...non scherziamo! Qui mi sto riferendo a quel particolare tipo di persona che mette cura e rispetto in tutto (quasi) quello che fa, cibo e cucina inclusi.
Insomma, sapete come finì la storia? G. fu bocciato. Magari non soltanto per il tema sopra le righe (dell'epoca o anche di adesso per alcuni?) ma sicuramente, quando gli fu chiesto da uno dei baroni, davanti a tutti in commisione orale, di rinnegare "le stupidaggini" scritte nel tema, G. non lo fece. 
Buon appetito grande cuoco G.!
 

giovedì 16 febbraio 2012

Mezze maniche alla pecorara

Questa sera sono passata al caseificio che, da quando sono piccola e vivo in quella che era (e purtroppo è sempre meno) campagna romana, rappresenta uno dei riferimenti per la mia famiglia in fatto di prodotti buoni, puliti e giusti. Mio padre parla della ricotta più buona d'Europa e nonostante le forme di megalomania a buon fine, credo che quella prodotta dalla famiglia De Juliis sia realmente una ricotta di pecora formidabile. E i formaggi non sono da meno; ma di quelli parleremo in un'altra occasione. 
Ecco la ricotta fresca che ho comprato ed ecco una buona ricetta per un primo piatto tutto sapore (e con ingredienti a crudo, senza soffritto).

Ingredienti per 2 persone: 160 g di mezze maniche (o altro formato di pasta corta che preferite, ma ricordate il consiglio di Aldo Fabrizi "la pasta corta è più bona perchè er condimento ce finisce dentro"...) - 200 g di ricotta di pecora - 1 fetta erta di speck - un pizzico di noce moscata - olio - sale e pepe

Mettete a bollire l'acqua per la pasta. Nel mentre, lavorate con la forchetta -in quello che sarà il vostro piatto da portata- la ricotta con un filo d'olio, il pizzico di noce moscata e poco pepe. Il composto risulterà ben amalgamato e morbido. Tagliate a dadini la fetta di speck e aggiungete all'amalgama. Mischiate. Una volta cotta la pasta, scolatela, conditela con la crema di ricotta ottenuta e lo speck a dadini e servite subito. 
C'è chi ama qualche fogliolina di menta fresca all'ultimo, per guarnire e dare un tocco di freschezza e, volendo, per chi non ne sa fare a meno (tipo me), si può anche aggiungere del parmigiano grattuggiato.

mercoledì 15 febbraio 2012

La ricetta di...



Diamo il via allo spazio La ricetta di...
Il primo consiglio riguarda una torta di mele sui generis, da leccarsi i baffi...

Avrei una ricettuccia, ricavata dall'aver gustato questa semplicissima torta di mele che un fornaio localizzato in un popoloso e popolare quartiere di Milano mi ha indicato a voce.

Si tratta di una torta di mele, in cui sono assenti i grassi e limitati gli zuccheri:

Ingredienti

1 Kg di mele sbucciate e tagliate a fettine non troppo sottili
2 uova
180 gr di farina
90 gr. di zucchero 
1 bustina di lievito
sale q.b.

Battere le uova ed incorporare zucchero, farina e lievito, fino ad ottenere un impasto abbastanza fluido.
Le dimensioni non piccolissime delle fettine di mela ed il fatto che la torta deve crescere in altezza richiede una teglia non molto grande e con i bordi alti.
Versare l'impasto nella teglia, mescolare i pezzi di  mela nell'impasto, lasciar riposare una ventina di minuti, poi infornare a forno caldo a 150 gradi. Permanenza in forno circa 1 ora.
Otterremo una torta di mele con molto frutto e poca pasta, quello che ci vuole per un goloso a dieta.

Buon appetito,
z.iampaolo

Partecipate a La ricetta di...inviando il vostro consiglio culinario a lucia.soccorsi@gmail.com



martedì 14 febbraio 2012

Orecchiette baresi rivisitate


 Questo primo piatto è una rivisitazione delle celebri orecchiette baresi "strascinete". La particolarità è che, a parte le cime di rapa ovviamente cotte, il resto degli ingredienti viene utilizzato tutto a crudo, senza soffritto.


Ingredienti per 4 persone: 800 g circa di cime di rapa - 400 g di orecchiette - 300 g circa di buon tonno sott'olio - 1 cucchiaino scarso di pasta d'acciughe - 2 cucchiaini di capperi - 4 cucchiai di olive di Gaeta (o olive nere di altro tipo) - aglio - peperoncino - olio

Pulite e lavate con cura le cime di rapa, poi lessatele e, una volta pronte, tiratele su dall'acqua di cottura che lascerete per cuocervi le orecchiette: la pasta assumerà così tutto un altro sapore. 
Fate stiepidire le cime di rapa e, nel mentre, mettete in un recipiente -che sarà il vostro piatto finale da portata- la pasta d'acciughe con un filo d'olio; mescolate affinchè il tutto si amalgami. Aggiungete, quindi, il tonno ben sgocciolato, le olive, i capperi, l'aglio tritato finemente (per i più temerari!) e le cime di rapa tagliuzzate. Scolate le orecchiette e conditele nel piatto di portata con il composto ottenuto, aggiungendo se necessario un altro po' d'olio, sempre a crudo, e del peperoncino.

lunedì 13 febbraio 2012

Insalata di cavolfiore in...double-face


Quella di oggi è una proposta di piatto freddo. Ma come, in pieno inverno?! In realtà il protagonista è assolutamente di stagione, il cavolfiore, ortaggio della famiglia delle crucifere, così importante e salutare per la nostra alimentazione.
Lo propongo in insalata perchè facile da preparare, ottima versione della pietanza da porta pranzo per l'ufficio, leggero e comunque gustoso.
La base per entrambe le due opzioni di insalata (il nostro double-face) che voglio suggerire è il cavolfiore bollito. La prima è una proposta che si avvale, accanto al cavolfiore bianco di stagione, di capperi e pomodorini secchi sott'olio:  tipici prodotti estivi.  Questo accostamento, infatti, mi piace non soltanto per l'armonia finale al palato, ma anche perchè riscopre e mette in evidenza il significato delle conserve, gli sciroppi, i sott'oli o sotto sale, ovvero tutte quelle formidabili preparazioni che ci permettono, anche in inverno, di richiamare e godere del profumato e intenso sapore estivo.

Insalata di cavolfiore con pomodorini secchi e capperi
Ingredienti per 4 persone: 800 g circa di cavolfiore - 2/3 cucchiai di pomodori secchi sott'olio - 1 cucchiaino di capperi sotto sale (preferibili rispetto a quelli in salamoia) - olio
Mondate e lavate bene il cavolfiore, dopodiché lessatelo portandolo alla cottura preferita (a me piace non troppo scotto, in modo che le cimette restino compatte e definite). Lasciate freddare e tagliate in parti di media dimensione, giuste per l'insalata. Sminuzzate i pomdorini sott'olio e uniteli, insieme ai capperi sciacquati dal sale, al cavolfiore; condite con olio e lasciate insaporire prima di servire. Io non aggiungo sale, considerata la presenza dei capperi e il gusto già deciso dei pomodorini secchi.

Insalata di cavolfiore mandorlata
Ingredienti per 4 persone: 800 g di cavolfiore - 2 fette tagliate erte di prosciutto cotto arrosto -  3 cucchiai di mandorle tostate - aceto balsamico - olio e sale
Anche in questo caso, ovviamente, pulite e lessate il cavolfiore, lasciandolo raffreddare. Nel frattempo, tagliate a dadini le fette di prosciutto arrosto. Unite, quindi, cavolfiore, prosciutto a dadini, mandorle e condite con olio e sale q.b e qualche goccia di aceto balsamico, senza esagerare. Se non doveste trovare le mandorla tostate, scottate per qualche istante delle normali mandorle in una padellina antiaderente e otterrete un gusto più pieno del frutto secco.

p.s.: continuate a scrivermi la vostra ricetta a lucia.soccorsi@gmail.com e verrà prossimamente pubblicata nello spazio La ricetta di...
Lucia